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Giuseppe Giacobazzi (comico)
Era una notte di tempesta quando nel
caldo del suo lettuccio, il nostro ebbe l'avvisodi ciò che sarebbe stato
il suo futuro. Gli apparve in sogno l'insuperabile, l'insormontabile,
l'inarrivabile (ecc.ecc.) Ravul Casadei insieme a tutta
l'orchestra.
Stupito ed emozionato egli (il Poveta) si inginocchiò e disse:
"cut vegna un chencar,sei proprio te...l'insuperabile,
l'insormontabile (ecc. ecc.) Ravul?"
Il grande Ravul rispose alzando una piadina al prosciutto:
" a sò me!"
Tremando per la tensione (ma anche perchè la caldaia era rotta e faceva
un freddodella Madonna), Giuseppe chiese:
" Cosa ti conduce a me o grande Ravul?"
L'insuperabile (ecc. ecc. che due maroni!) alzò una piadina al cielo e
battendola duevolte sulla testa del Poveta pronunciò la famosissima
frase:
" Và dove ti porta l'apecar!Và per locali e mercati, per fiere e
sagre pavesane, fermati in ogni pavese e in ognipavesino, in ogni luogo
dove manca un pò di cultura tu la devi portare.Và ad inculturare le
masse, che tanto ne hanno bisogno, e se ti capita incultura anchele
massaie, che forse ne hanno bisogno di più!"
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